29 settembre 2021

Il "voto leggerissimo" del PTA

Nel panorama delle amministrazioni pubbliche italiane, il mondo dell’università rappresenta un unicum, in quanto, a differenza della maggior parte degli enti pubblici, gli atenei godono di una incredibile autonomia. Il principio che regola l’autonomia universitaria trova le sue fondamenta all’art. 33 comma 1 della Costituzione, secondo cui “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Il medesimo art. 33, all’ultimo comma, ribadisce che “Le istituzioni di alta cultura, università e accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalla leggi dello Stato”.

Ogni università pubblica italiana è dotata di uno statuto ed ha come rappresentante legale la figura del “Rettore”. Per effetto del principio dell'autonomia, a differenza di quello che accade nella stragrande maggioranza delle aziende, il rappresentante legale però non è scelto da un azionista di maggioranza o da un proprietario esterno, bensì viene nominato ed eletto tra i professori di prima fascia all’interno della comunità accademica.

Se nelle comuni elezioni politiche e amministrative vale il principio del suffragio universale, le votazioni per il Rettore di tutte le università pubbliche italiane tradizionalmente hanno regole abbastanza particolari, primo tra tutti il principio del “voto pesato”: i voti dei dipendenti non sono tutti uguali, ma ciascun voto ha un peso che dipende dalla categoria dell’elettore, docente, dipendente tecnico amministrativo, ricercatore, assegnista, dottorando o semplice studente.

A partire dalla primavera del 2019, il CPTA dell’Università degli Studi di Padova ha condotto alcune ricerche per studiare il fenomeno del voto pesato, per capire quale siano i "pesi" che vengono attribuiti ai dipendenti “incardinati” nei diversi atenei italiani e per comprendere quali siano le differenti interpretazioni di questa particolare procedura, visto con gli occhi delle diverse categorie della comunità accademica.

Il panorama che ne è emerso è estremamente eterogeneo: se da un lato per il corpo docente il voto pesato appare scontato, in relazione al fatto che la didattica e la ricerca sono svolte in modo preponderante dai professori e dai ricercatori, dall’altro il personale tecnico amministrativo ritiene in larga parte che questo concetto debba essere superato, perché si tradisce il principio della pari dignità di tutti i lavoratori, anche in virtù di un ruolo sempre più importante che indubbiamente negli anni il PTA è stato chiamato a ricoprire.

Preso atto che, all'epoca in cui si sono svolti i fatti, a Padova il voto pesato per l’elezione del Rettore di un dipendente di area tecnico amministrativa contava solo l’8% del voto di un docente (parafrasando una recente canzone, un voto leggerissimo... perché non bastavano 12 voti dei dipendenti PTA per esprimere lo stesso peso di un singolo docente), il CPTA dell’Università degli Studi di Padova ha intrapreso un’iniziativa, chiedendo la modifica dello Statuto. Iniziativa che, per la cronaca, si è conclusa a fine 2020, con il raddoppio del peso del voto del PTA dall'8% al 16% rispetto al voto di un docente.

Quel che è certo è che nel panorama degli atenei italiani la  situazione appare estremamente frastagliata, come dimostra il grafico seguente (la mediana si assesta al 17%, con un minimo del 4% e un massimo del 33%).

Peso del PTA nell'elezione del Rettore

Appare evidente la necessità di tenere alta l'attenzione su questo tema perché, pur non essendo un cambiamento epocale, il fatto di avere un peso maggiore ha consentito nell'ateneo padovano, forse per la prima volta nella campagna elettorale per l'elezione del nuovo rettore che si è svolta a Giugno 2021, di iniziare a trattare in modo un po' più concreto le tematiche che riguardano quella parte di personale strutturato non docente che ogni giorno contribuisce in modo determinante al buon funzionamento dell'azione amministrativa. Certo, non si è trattato di una rivoluzione, ma di un piccolo cambiamento che non può che essere interpretato in modo positivo.

D'altro canto è scontato osservare che, di fronte a certe percentuali attualmente in uso, una parità effettiva del peso del voto sembra oggi un obiettivo ancora molto lontano, quasi utopistico, e su cui ci sono ancora fortissime resistenze: il parere dello scrivente è che questa tuttavia non può essere la sola giustificazione valida per non riconoscere una pari dignità del voto di tutti i dipendenti.

A.D.V.


26 settembre 2021

Cos'è il CPTA

Nelle università pubbliche italiane il consiglio del personale tecnico amministrativo (talvolta definito anche consulta del personale tecnico amministrativo), solitamente riconosciuto con la sigla abbreviata CPTA, è l’organo consultivo che rappresenta il personale tecnico amministrativo e i collaboratori ed esperti linguistici dell’ateneo.

Nello svolgimento delle sue funzioni il CPTA dialoga con il rettore, con il direttore generale, con il senato accademico, con il consiglio di amministrazione dell'ateneo, formulando propose ed esprimendo pareri su diversi argomenti che riguardano il lavoro del personale amministrativo e tecnico all'interno dell'ambiente universitario.

A.D.V.